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Causa disagi nei trasporti, non si garantiscono consegne entro Natale.

Il team di Pintalpina
30 Giugno 2025

La rivoluzione gentile di Pintalpina: fra ristrutturazioni, medaglie e sogni

In questi primi 6 mesi del 2025, in Pintalpina sta succedendo qualcosa di grande. Non parliamo solo di birra – anche se, sì, le nostre birre stanno facendo parlare di sé – ma di trasformazioni profonde che stanno cambiando il nostro modo di lavorare, accogliere, costruire e soprattutto sognare.

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Abbiamo vinto premi che ci riempiono d’orgoglio:
Sbrega è stata premiata con un Grande Oro al Frankfurt Trophy, risultando la miglior birra italiana in concorso.
 La Cales (la nostra Italian Grape Ale) e la Rügen (la dubbel) hanno portato a casa l’oro nella loro categoria.
 E proprio la Rügen ha conquistato anche un argento a Birra dell’Anno.

Siamo finiti su giornali, blog e riviste che stimiamo da sempre: da Cronache di Birra a La Cucina Italiana, da Vita.it fino alle testate locali che ci seguono e ci raccontano con affetto. E mentre tutto questo succede fuori, dentro Pintalpina stiamo vivendo il più importante dei cambiamenti.

Abbiamo avviato una grande ristrutturazione che renderà il birrificio più sostenibile, più accogliente, più capace di generare impatto sociale. Stiamo ampliando gli spazi produttivi, migliorando l’efficienza energetica con l’installazione di una pompa di calore e nuovi sistemi green, raddoppiando la nostra tap room estiva, potenziando l’area dedicata alla formazione e al lavoro dei ragazzi con disabilità, e ripensando lo spaccio aziendale come uno spazio ibrido, vivo, condiviso.

Tutto questo è possibile anche grazie al progetto “Formula” di Intesa Sanpaolo e Cesvi, che ci ha sostenuto con una campagna di crowdfunding importante, accompagnata da una donazione diretta da parte della banca.

In mezzo a questo fermento, rimaniamo quelli di sempre.
Una cooperativa sociale. Un birrificio artigianale. Una squadra unita.
Un sogno che ogni giorno si allunga di un passo, si concretizza in nuove assunzioni, in nuove storie, in sorrisi che valgono più di mille metriche.

E mentre le bottiglie etichettate partono per ogni angolo d’Italia, sentiamo attorno a noi qualcosa che cresce. Un entusiasmo. Una fiducia. Una comunità.
Lo chiamiamo “hype”, ma per noi è solo il segno che questa strada – fatta di piccoli gesti, tanta fatica e valori ben piantati in terra valtellinese – è davvero quella giusta.

Grazie a chi ci sostiene, a chi ci beve, a chi ci guarda con rispetto e con curiosità.
Il futuro, qui da noi, ha il sapore dell’inclusione.

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